PERSONA

 

PERSONA

PHILIPPE BERSON
GAETANO COSTA
OLIVIER DE SAGAZAN
YANN MARUSSICH
NINO RUSSO

29 aprile – 19 maggio 2017
Loggiato di San Bartolomeo
via Vittorio Emanuele 25

©JAKUB WITTCHEN_ BLEU REMIX

YANN MARUSSICH, Bleu Remix (ph. Jakub Wittchen)

PERSONA, a cura de LEMOSCHE, è un progetto culturale ed espositivo con più linguaggi del contemporaneo che include arti visive, performance, musica e videoarte e che esplora, pur in una grande varietà d’indirizzi estetici, il tema dell’identità e della maschera.
Coinvolti cinque artisti, italiani e internazionali: Philippe Berson, Gaetano Costa, Olivier De Sagazan, Yann Marussich e Nino Russo che daranno vita a quattro performance.
Artisti e discipline differenti ma uniti dalla consapevolezza che uno sguardo sulle realtà socio-culturali traduca l’incontro delle sensibilità tra realtà artistiche locali e internazionali, nella comune visione della contemporaneità.

In occasione di questa importante proposta culturale, per la sua natura composita e per la partecipazione di artisti internazionali, sarà riaperto per accogliere le performance il complesso monumentale del Loggiato di San Bartolomeo, spazio significativamente di grande impatto urbano, sospeso tra la città e il mare.

Il progetto è ideato da LEMOSCHE e realizzato dal Comune di Palermo, Assessorato alla Cultura, con il contributo della Città Metropolitana, Fondazione Sant’Elia e con il sostegno dell’Institut Français di Palermo, Pro Helvetia, Città di Genève, Stato di Genève, Luceled e Occhio.
Il progetto s’inserisce nel ciclo di manifestazioni “Palermo Capitale dei Giovani 2017”.

CALENDARIO

sabato 29 aprile
ore 19.00  Inaugurazione
ore 21.00  Performance “Bleu Remix” di Yann Marussich,
                   con il musicista Gaetano Dragotta

mercoledì 3 maggio
ore 21.00  Performance “Lenfermoi” di Olivier De Sagazan,
                   musiche di Christophe Havard

venerdì 19 maggio
ore 20.00  Performance “Colatura #9” di Gaetano Costa,
                   con Marika Pugliatti,
                   regia del suono Manfredi Clemente
ore 21.00  Performance “Balançoire” di Philippe Berson,
                   musiche di Gaetano Dragotta

INFO
sede Loggiato di San Bartolomeo – via Vittorio Emanuele, 25
orari 10.00 – 18.00
giorno chiusura lunedì
comunicazione +39 338 32 25 932 – comunicazioneartivisive@gmail.com

©GILLES_POEY_DeSagazan_Lenfermoi_low

OLIVIER DE SAGAZAN, Lenfermoi (ph. Gilles Poey)

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OLIVIER DE SAGAZAN

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YANN MARUSSICH, Bleu remix (ph. Federico Savonitto)

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YANN MARUSSICH, Bleu remix (ph. Federico Savonitto)

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GAETANO COSTA, Epicedium in Albieram

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GAETANO COSTA, Colatura #9

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GAETANO COSTA, Colatura #6

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PHILIPPE BERSON, Colosso

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PHILIPPE BERSON, Cappuccini mon amour

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PHILIPPE BERSON, Balançoire (ph. Libera Aiello)

©LEMOSCHE_Russo_PlasticBags_02_low

NINO RUSSO, Plastic Bags

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NINO RUSSO, Plastic Bags

PERSONA
Il complesso dei vivi

La storia, registrata a memoria d’uomo, suggerisce che un circoscritto numero di elementi  costituiscono, da soli, quella costante che definisce l’indagine che l’uomo, da tempo immemore, fa su di sé.
Guardandosi intorno e poi indietro alla nostra breve storia, è facile affermare perentori che niente, a parte eros e thanatos, valga lo sforzo di essere raccontato,la storia dell’arte presenta eccezioni ma sono appunto tali.
Esistono linguaggi che trovano un loro senso esclusivamente grazie ad un contesto che li supporta, altresì ne esistono di più sincretici, capaci di attraversare tempo e sovrastrutture culturali e permeare quello stato oscuro che è l’io, un luogo non più gestibile ed intellegibile degli istinti animali più arcaici.
Attraverso i secoli e i continenti, attraversando finanche il pandemonio pop dell’arte contemporanea, stagione apparentemente interminabile impantanata nel suo giovanilismo, ciò che da poco più di un secolo chiamiamo espressionismo continua a comunicare con quell’abisso che l’essere umano si porta dentro restituendogli un garbato sguardo interrogativo.

Persona è un termine antico e di incerta origine. Sappiamo però che la correlazione con l’identità che gli attribuiamo oggi è solo uno stravolgimento del suo senso originario.
Persona è la maschera.
In passato sono esistite culture che hanno incorporato a tal punto la maschera da ribaltarne il rapporto di subalternità col suo portatore.
Sono esistiti luoghi ed epoche in cui è la maschera che indossa l’uomo.
Sono esistiti riti misterici dove le cose non si possono “dire” ma solo esprimere con l’azione.
Sono esistiti ed esistono ancora, a volte liberi da intenzioni apotropaiche, ma non meno necessari per scandagliare il nostro umano, personalissimo mistero.
Dove inizia la coscienza e finisce la carne, qual è il dentro e quale il fuori? Cosa del nostro corpo ci rappresenta e cosa ci appartiene soltanto? Gli umori, le unghie, i capelli sono elementi più estranei di quanto non sia la voce nella nostra testa? Quante possibilità ci sono che, guardando un capello, quello ci restituisca lo stesso sguardo?
Queste domande infantili generano sentimenti di turbamento o ilarità pescando nello stesso fumoso stagno dove ristagnano insieme con le risposte.
Cosa rimane di noi una volta spellata la scorza? Eviscerato dalla polpa o privato dei tratti, quanto pesa l’essere umano? Si misura in chili o in litri?
PERSONA ha raccolto cinque esempi di indagine sulla natura sensoriale del sé: un piccolo bouquet di maschere incrinate.

LEMOSCHE

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